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martedì 23 dicembre 2025

IL NATALE E LE SUE TRADIZIONI

Natale è festa religiosa per eccellenza,ritmata e segnata da tempi di preparazione che culminano con le quattro settimane e domeniche di Avvento,Adventus,per arrivare alla  celebrazione della nascita di Gesu Bambino,nella Notte Santa.

Ma è anche festa pagana,o meglio una commistione di tradizioni  e credenze  fra cristianità e paganesimo.Come tutte le tradizioni variano nel nostro Paese ,da regione a regione e nei vari centri grandi o piccoli.Fra le tradizioni  ricordo la novena,uguale nella forma,con usi diversi in vari luoghi,la cerimonia del falò di piazza,per la vigilia o altrove ler la fine dell'anno natalizio.L'allestimento del presepe è altro momento di rilievo: manifestazione di fede nella sua rievocazione religiosa ma nel tempo diventato arte,crearività fantasia storia di costume.

La novena dei miei tempi scolastici univa il sentimento religioso a momenti di giocosa spensieratezza.  Ricordo le fredde mattinate di dicembre,spesso piovose  e noi, non tutti bene equipaggiati,facevamo partire la novena alle cinque del mattino,il parroco un pò mormorava ma accettava,credeva alla nostra -buona -fede,alle 5,45 arrivava il treno che ci avrebbe portati a scuola,in città.In stazione scendevano i nostri compagni di viaggio e di scuola,attraversavano di corsa la strada entavano per un'Avemaria, il segno di croce,era il segnale,per noi tutte di uscire e prendere il treno.

Il capostazione ormai sapeva,ma eravamo avvisati,al terzo fischio il treno sarebbe partito,con noi o senza di noi...All'avvicinarsi del Natale,poi ovunque e fervevano i poreparativi per i dolci che richiedevano molto tempo  e tanto lavoro,ma di questo racconterò ancora,dopo.

Posto alcuni Presepi costruiti con i  materiali più diversi,a riprova di quanto la fantasia possa piegare elementi naturali a trasformarsi in figure e paesaggi di una sacra rappresentazione. 

Anche nella cittadina dove abito esiste un ineressante nuseo del Presepe,che in quasi mezzo secolo di vita ha raccolto opere interessantissime da vari Paesi europei ed oltre.E' fra i più belli  e ricchi d'Italia ma ne parlerò appena completerò la visita per aggiornare le foto  con i nuovi arrivati.


Museo napoletano costruito dentro una piccola botte.









          Presepe in ceramica-Grottaglie


Presepe di sabbia-Rimini-autore artista 

Francesco Marella


Presepe di sale -dalle miniere di Petralia Siprana-Museo di Caltagirone





Presepe in corallo-Museo Trapani




Presere di Pane-museo di Caltagirone







Per finire il Presepe Cucciniello-Napoli ,museo del Presepe -San Martino




Auguro a tutti un sereno Natale nel segno della sperata pace per tutti e dell'armonia.

giovedì 18 dicembre 2025

LA DICIOTTESIMA FINESTRA DEL CALENDARIO DELL'AVVENTO 2025

 




Apro la mia 18/ ma  finestra dandovi il benvenuto e ringraziando  l'amica Sciarada-Sciarada Anima Mundi blogspot- per la costanza e la pazienza  che anno dopo anno ci mette  per creare questo 
spazio di incontro e condivisione  attorno a  un ideale  Focolare dell'Anima.

Siamo in cammino dal primo dicembre e ci avviciniamo al Natale,con trepidazione, gioia e speranza.

SPERANZA è la parola che assieme a PACE e DONO,sento piu vicine a questa festa.

Ed è  nel segno della Speranza che vorrei augurare a tutti il Dono della Pace.Per chi è in guerra con i propri bisogni,la proproa salute.Per chi la guerra la subisce suo malgrado da parte di chi vanta piu risorse e maggiore forza.Per chi lotta con i contrasti e le guerre  invisibili della propria coscienza,per chi vive la guerra impari con la propria solitudine e con la costante paura di soccombere.A volte basta poco,basta il Dono di un sorriso,una mano tesa cui aggrapparsi,un consiglio,la coindivisione di un momento di gioia  o anche di tristezza,insieme tutto diventa piu facile.

Fare Dono di noi agli altri,proprio come  a noi è stato fatto  il Dono della nascità del Bambino che  celebriamo con Natale.Non saranno doni importanti come quelli dei  Magi ma abbiamo tanto da dare:basta un cuore sincero,delle braccia che sappiano stringere,ed occhi limpidi che sappiano vedere oltre le apparenze.

Per tutti buon cammino di Avvento ..ci ritroveremo insiene attorno al Focolare dell'anima per gli auguri di un Natale sereno.Vi lascio dei versi frutto di mie personali considerazioni sul natale che non semore e non per tutti è come vorremmo.


Ed è ancora Natale:

festa di luci e di doni

tripudio di gioia e stupore.

Ma non cercate la Stella,

nei luoghi che la memoria

destina da sempre all'Evento,

altri sinistri bagliori

solcano il cielo della Cometa

altri Erode dei tempi moderni

faranno strage di innocenti.

E non cercate capanne,

pastori,asinelli o le grotte:

c'erano grattacieli

e casette discrete

per la Natività

che si perpetua nei secoli.

Oggi solo ruderi e distruzione

e culle ancora fumanti,

e forse un bimbo che piange

ma non una mamma che lo scaldi

non latte per nutrirlo

i seni sono inariditi .

E la neve fatta acqua

estinguerà la sua sete.

Se sopravviverà

sarà lui i salvare il suo mondo?

E sarà ancora Natale?

Per la 19ma / finestra passo il testimone a  Golgonda-Anim Mundi



                                                    Presepe di corallo tradizione trapanese


venerdì 12 dicembre 2025

QUEL 12 DEICEMBRE 1969

Ero a casa,quel giorno,non so come mai,perchè sarei dovuta essere in ufficio.

So che approfittavo per sistemare le mie cose,sempre tanto disordine,durantela settimana.

Mamma si apprestava a preparare la cena,i fratelli sarebbero tornati dal lavoro:lavoravano a Milano,ma abitavamo nell'hinterland milanese.

Arriva una  telefonata ,strana mi era sembrata allora:non ha detto chi parlava o non ho capito io,mi ha chiesto se i miei fratelli fossero a casa,specificatamente ha chesto di due di loro.Ho risposto che dovevano ancora rientrare,volevo chiedere altro ma disse soltanto:appena arrivano,avvisateli di non muoversi da casa.Accenda la televisione. Chiusa la telefonata.

Capisco,ascoltando .Intanto i ragazzi erano rientrati,Ci siamo bloccati a guardare spaventari preoccupati,addolorati.Il più giovane del fratelli,molto impegnato e molto giovane,voleva subito partire,essere presente fare qualcosa anche se non sapeva cosa.Ma glielo abbiamo impedito,anche se poi ,molte ore dopo ci è arrivato comunque.Intanto i fatti prendevano forma,la strage si evidenziava in tutta la sua gravità e brutalità. iniziava la conta dei morti mentre le ambulamze riempivano la zona con le loro sirene,folla ovunque,polizia ovunque .17 morti,17 persone che si sono trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato,ma tutto esa stato organizzato per fare il maggior danno possibile,un venerdi,ciusura settimanale della banca, e,ormai vicini a fine anno, i clienti vivevano un momento particolare.

Si contarono anche i feriti:89.

Il resto è storia,una brutta pagina di storia italiana con errori ,voluti immagino,deviazioni vigliacche dei servizi segreti,quelli che avrebbero dovuto difendere gli interessi e la sicurezza del Paese,depistraggi processi fatti e rifatti .

Ora sappiamo,sappiamo che la strage ha avuto una precisa matrice fascista ,ssppiamo che altre stragi sisono succedute,per gli anni a seguire,sessa vigliaccheria stessa matrice.  Lo ricordiamo perchè fare memoria serve,ed oggi ancora di più,perchè viviamo tempi confusi.

lunedì 29 settembre 2025

TUTTO ACCADE IN SETTEMBRE

 

"Settembre arriva con l’odore dolce dell’uva matura e il fruscio leggero delle foglie che iniziano a tingersi d’oro. È il mese in cui il tempo sembra rallentare, quasi volesse concedere all’estate l’ultimo respiro prima dell’autunno. I ricordi riaffiorano come grappoli pieni, pronti a essere colti: mani segnate dal lavoro, ceste colme di frutti e voci che si intrecciano nei filari. La vendemmia non è solo raccolta, ma rito antico che lega passato e presente, memoria e speranza, in un brindisi silenzioso al ciclo eterno della vita."

Settembre ha sempre segnato nuove tappe,nuovi cambiamenti spesso importanti per la mia esistenza.Ovvio che le situazioni si adattavano,           via via ,al cambio delle stagioni anche della la vita .

Ricordo,di settembre,le vendemmie dagli zii.Partenza all'alba con muli ed asini e spesso , noi bambini che avevamo avuto la fortuna di essere accontentati,venivamo sistmati dentro le ceste,trasportate dagli asini. Ci dovevamo svegliare all'alba,ma l'eccitazione ci teneva svegli tutta la notte.Subito dopo iniziava la scuola.Strada da fare a piedi, per noi era un gioco,cartelle di stoffa frutto delle abili mani delle nostre mamme.

Il primo anno,1946,una pluriclasse.Vicino alla scuola c'era la signora Giovannina che in un angolo della sua stanza piu grande aveva uno scafaletto con quaderni matite gomme colori temperamatite caramelle liquirizia quadretti di zucchero ,cubetti di cotognata, un miscuglio da bazar. Io chiedevo i soldini per i quaderni e qualche matita ma poi compravo le caramelle.

Fu sempre in settembre,prima che iniziasse la scuola ,che ci siamo trasferiti dal borgo dov'eravamo nati e dove c'erano i nonni e gli zii,in paese,un paese vero con strade,luci,acqua corrente.. Io iniziavo le medie ,il più giovane dei fratelli la prima elementare.Nuove comodità, nuove amicizie nuova vita.

In settembre si sposò mia sorella,evento importante in famiglia e l'emozione di mio padre che sembrava non reggere.In quella occasione,per il piccolo paese abbiamo inaugurato un nuovo stile,per i matrimoni,accantonando usi e costumi ben radicati.

Al matrimonio, di pomeriggio,era seguito un buffet freddo con panini antipasti bibite trionfi di frutta varia gelato pasticcini.Il tutto nella sala ,riadattata per l'occasione ,del cinema. 

Un altro settembre,conclusi gli anni del diploma, segnò il trasferimento dal piccolo paese alla grande città,in cerca di lavoro,mio padre non c'era più e mi sentivo esponsabile per il resto della famigliatre fratelli piu giovani e mia madre.

Mi ha accolto un settembre bellissimo,mite luminoso pieno di colori,di viali alberati e giardini ad abbellire ed arricchire il paesaggio urbano. Strade eleganti , palazzi, movimento, vita attiva e socievole,come succedeva nella Milano dei peimi anni sessanta.Non sono partita con la valigia di cartone,non avevo neanche quella,ma non mi sarebbe servita. Solo qualche borsa,dove mettere un diploma e le pccole cose indispensabili al viaggio.Bagaglio leggero, il resto che mi portavo dietro non aveva un peso fisico:la nostalgia per ciò che lasciavo,il senso di spaesamento ma anche i tantissimi progetti,le speranze che mi spingevano a non fermarmi erano cose leggere come i pensieri, come i sogni di una ventenne...

E' da quella nuova realtà che ho iniziato,finalmente,la mia vendemmia.Anno dopo anno ,trasferimenti famiglia cambiamenti di stagioni anche quelle della vita e di lavoro,curando l'invecchiamento,come un buon vino da centellinare a piccoli sorsi.

Così sono arrivata all'attuale settembre dopo un altro giro di boa.Giorni di ospedale,qualche rappezzo al motore qualche revisione ancora da fare,ma sono qui,appena in tempo per non mancare a questo appuntamento mensile che sta diventando un piacevole incontro di persone amiche ,di idee e di parole.

Il post fa parte di un contest mensile:"Un racconto,tante voci".Partiamo da un incipit,proposto dal blogher Giuseppe Marinoqui  riportato in alto, ed ogni partecipante sviluppa la propria storia.



sabato 2 agosto 2025

QUELL'OROLOGIO.

 

BOLOGNA 2 AGOSTO 1980

Quell'orologio che ha bloccato il tempo:

niente più treni in arrivo od in partenza.

Quel fumo acre ,gli occhi rossi, il pianto

il sangue,è morta pure la speranza.

C'era già la cabina prenotata

secchi palette e allegri salvagenti,

e quel treno che ancora non arriva...

La strada è ancora lunga per Giuseppe

la Calabria è lontana,ma già sogna

le sorprere in valigia .per i figli .

Un sogno fermo,come l'orologio.

Luigi si affacciò dal finestrino:

Si erano già dati appuntamento,

treno carrozza orari...poi fu il nulla

solo polvere sangue e cose sparse.

85 nomi ,un lungo elenco

di dolore e di morte e un orologio

che segna un tempo eterno senza tempo.


                                   PER NON DIMENTICARE





martedì 29 luglio 2025

LA DANZA DEI DELFINI


 

L’estate era finalmente arrivata, e con lei il profumo delle creme solari, il suono delle ciabatte sulla sabbia bollente e le risate leggere che si rincorrevano tra gli ombrelloni. Ogni giorno sembrava una promessa: di un tuffo più alto, di un gelato mai assaggiato, di un incontro destinato a diventare ricordo. Fu proprio in uno di quei pomeriggi infiniti che accadde qualcosa di assolutamente imprevisto…”

Sonnechiavo con un occhio e con l'altro seguivo i movimenti di Giacomo e Alessandro:non stavano fermi un attimo,fra mare e spiaggia,nuotate,per fortuna vicino alla battigia,non si sentivano molto sicuri e le mie urla,quando si allonanavano,erano un ottimo deterrente.

Sentii un'agitazione strana,grida,quasi un litigio,altri ragazzini circondavano i miei.Mi avvicinai,facendomi largo e cercando di capire.

Giacomo aveva trovato un tesoro!Così diceva,urlando e reclamandone la proprietà.Alessandro tentava di dire che l'aveva vista prima lui, mentre qualcuno di mano lesta cercava,nella confusione di sottrarre il prezioso reperto:una enorme conchiglia tritone,di quelle che vengono usate come strumenti musicali a fiato.


Da noi i marinai le chiamano Brogne e molti le usano per ottenere suoni diversi a seconda delle necessità.Un S.O.S...primitiovo,un tam tam per attirare l'attenzione se una barca rischia in mare,se succede qualcosa di importante in paese,o quando il grano portato dalle donne al mulino, diventato farina era pronto per essere ritirato:il suonatore avvisava le donne che intanto si erano ritirate a chiacchierare.

Veniva usata anche a carnevale ed un suono cupo,ripetuto in crescendo doveva simulare l'aggressione del mostro,di cartapesta,che si avvicinava alla folla,creare paura...

Era davvero molto bella, interno madreperlaceo,levigata dalle onde e dalla sabbia,e partricolare importante,era già stata usata,aveva l'apice tagliato e levigato,per poter essere usata per suonare.Sapevo di cosa si trattava ma non sapevo usarla.E venne in aiuto ,dal nulla,Nino,giovane“lupo di mare” In mare ci era nato e cresciuto,come suo padre,come suo nonno.Era una delle famiglie di vecchi marinai che da tempo facevano parte della comunità del piccolo paese.Lui sì che sapeva usarla!Ci sorprese quando reggendola con le due mani iniziò a soffiarci dentro ed un suono strano,antico,ha rotto il silenzio ed azzittito le ultime animosità del ragazzini,ora attenti ed incantati.Ci voleva fiato,maestria per modulare quei suoni semplici,ancestrali,farli durare a lungo,sospesi fra cielo e mare.E lo stupore aumentò quando ci accorgemmo che qualcosa di grande si muoveva lento fra le onde e si avvicinava:due delfini giocavano,danzando nell'acqua a due passi da noi, ci guardavano, si tuffavano, riemergevano-Meravigliose creature,avevano forse percepito quei suoni o era un caso?Arrivarono presto altri due e poi altri e altri ancora,mentre il sole iniziava ad avviarsi al tramonto.


Presto si sarebbe nascosto dietro l'Etna che da lontano,dall'altra parte del mare,sembrava indicarne il cammino ,come un faro,ma imponente e sempre col suo bel pennacchio di fumo.La danza dei delfini continuava e Nino sembrava felice,quasi in estasi,ma ormai  esausto..Mi piace immaginare che in quel momento si sentisse in simbiosi con i delfini,che fosse un incontro casuale,ma  desiderato ed atteso,qualcosa che a noi comuni osservatori sfuggiva. 


Lo spettacolo insolito aveva fatto avvicinare gli ultimi vacanzieri ancora in spiaggia, mentre il mare indossava il suo mantello scuro,con sprazzi di rosso e rosa ,ultimo omaggio del sole alle onde in eterno movimento.Nino ha smesso di suonare,dopo un ultimo soffio ,prolungato,che a tutti noi sembrò un saluto per i suoi amici delfini,forse era sua la conchiglia che i ragazzi avevano trovato.Abbiamo salutato anche noi i delfini che giocando si allontanavano girandoci le spalle.Tornammo nelle nostre case,in silenzio,conservando lo stupore per un evento strano e irripetibile.Cercammo Nino i giorni seguenti,ma sembrava sparito.Lo rivedemmo un tardo pomeriggio e gli restituimmo la conchiglia,la sua brogna,con la promessa che sarebbe venuto ancora a suonare ,per noi,e chissà,anche per i delfini.

sabato 5 luglio 2025

L'IMPORTANZA DELLE PREFAZIONI

 

Luigi Capiana:Versi giovanili.

Un libricino ,ridotto ma gradevole,anzi di più,prezioso e tutto in veste siciliana:ovvio l'autore,Luigi Capuana-Mineo 1839-Catania 1915. Editore Vito Cavallotto,prefazione a cura di Salvatore Camilleri,fine studioso della poesia siciliana ed autore fra l'altro di un importante,almeno per me,vocabolario Italiano-Siciliano,che completa altri due impegnativi vocabolari siciliano-italiano del Mortillaro e del Traina.La prefazione di Camilleri è un lungo e dettagliato escursus sule origini e sull'uso di questi versi ,scritti in età davvero acerba e che poi con la sfrontatezza propria dell'età,hanno avuto rocambolesca visibilità.

Capuana da Mineo,incontra a Catania Giuseppe Macherione,da Giarre,anche lui giovanissimo ma con qualche pubblicazione di poesie già al suo attivo.Macherione conosce Lionardo Vigo,acese,che sta lavorando alla stesura e pubblicazione de I canti popolari siciliani.Gli presenta il giovane amico Capuana che si dice disponibile a collaborare ,cercando in provincia veccchi canti popolari.Occasione ghiotta che Capuana sfrutta con spregiudicatezza,consegnando i propri versi a Vigo,che li accoglie con una buona dose di ingenuità,come autentici canti popolari.Verranno pubblicati anche in una prima ristampa,1861-1863-Solo alla morte del Vigo-1879,Capuana ripubblica i suoi versi confessando anche se non del tutto, quello che era successo in precedenza.Fra i versi alcune poesie che ci siamo abituati ad ascoltare come canzoni del folclore siciliano,e comunque gradevoli e comprensibili anche se in dialetto.

L'amico Giuseppe Macherione , giovane poeta,Giarre marzo 1840,si appassiona anche alla politica,abbraccia la spedizione di Garibaldi e ,innamorato del sogno risorgimentale,si sposta a Torino per la apertura del nuovo Parlamento Nazionale.Muore di tisi nel maggio 1861.

Alcune brevi poesie di Capuana:

BEDDA

Bedda c'aviti picciulu lu pedi

d'oru e d'argentu la scarpa v'he fari

si vi scoprissi Gran Conti Ruggeri

ca di lu pedi s'havi a 'nnamurari;

pigghiatimi lu ncensu e lu ncinseri,

mittitimi la bedda 'nta 'n'artari,

nenti  fazzu pti tia mè duci beni,

comu na santa ti vogghiu adurari.


ACCATTARI VURRIA

Accattari vurria na virrinedda

di notti la to porta spurtusari:

vidiri ,figghia mia,quantu si bedda

quandu ti spogghi prima di curcari;

ma timu ca nun fussi tanti bedda,

ca l'occhi nun m'avissiru a 'nnurbari.

Lassa la porta misa a spaccazzedda,

ad occhi chiusi ti vegnu a trovari


Faccio traduzione,a senso:

Bella che avete il piede piccolino

vi devo fare scarpe d'oro e d'argento

nel caso vi dovesse vedere il conte Ruggero

che si innamorerebbe del vostro piede.

Prendetemi l'incenzo e il turibolo

mettete la mia bella sull'altare

io niente faccio per te,mio dolce bene

ma ti voglio solo adorare ,come una Santa.


 Vorrei comperare una verrina

per poter bucare la tua porta

e vedere te quanto sei bella

quando di notte ti spogli per dormire.

Ma tempo che  miei occhi  potrebbero accecarsi

per la tua bellezza.

Lascia la porta un pò aperta

che ti verrò a cercare,ad occhi chiusi.