giovedì 28 maggio 2015

STACCO LA SPINA





Per qualche giorno mando in vacanza il PC.Io cercherò qualche buona notizia e qualche foro dall'EXPO.
Vi farò sapere,se gradite.
Ciao

lunedì 25 maggio 2015

QUANDO LE FOTO RACCONTANO


Certe fotografie segnano indelebili momenti di storia.
E qualche volta la storia la raccontano meglio ,forse,di tante parole.


Certo,quando il giovane fotoreporter del Giornale di Sicilia,Tony Gentile, scattò questa foto,non immaginava ancora il sapore amaro che avrebbero avuto quel sorriso,quella complicità di vecchi amici solo qualche mese dopo.
Era il 27 marzo 1992,era una riunione fra amici per presentare la candidatura a deputato di Ajala erano le elezioni del 5/6 aprile dell'era Mani Pulite,e Gentile era stato inviato,come fotografo per l'evento .
La foto assieme ad altri scatti,non fu neanche pubbliata in quell'occasione:solo archiviata.
Sarà ripescata e pubblicata dopo la strage.Diventa subito un simbolo,una bandiera ,racchiude i valori dell'amicizia,la voglia di ribellione verso la mafia,la lotta per la legalità.

Non ho voluto ricordare l'anniversario della morte di Giovanni Falcone,seguita a breveve da quella di Paolo Borsellino.Due stragi che hanno tolto la vita a i due giudici alla moglie di Falcone
ed agli uomini della loro scorta.
Io,oggi, riporto solo un mio ricordo personale.
Era un sabato di sole primaverile e ci trovavamo nel nostrio rifugio di campagna.
Abbiamo vissuto quella tragedia in diretta quasi,momento per momento,cronaca concitata incerta imprecisa,che si andava via via chiarendo,delineando in tutta la sua crudele e tragica realtà.
I giorni successivi,notizie commenti,particolari,coincidenze,polemichechiarivano un quadro molto preoccupante.
La strage di Paolo Borsellino ha portato ulteriore sconforto,senso di impotenza,voglia di ribellione.
Spiegare ai figli il perchè di tanti morti ammazzati,di tanto raffinato incrudelimento da parte della mafia verso uomini dello stato e della società civile,non era certo facile,ma era comunque necessario.
Anche allora,come al tempo degli anni di piombo,avevo l'anzia da notizie ,mi rifiutavo di seguire i telegiornali,ma poi le notizie arrivavano comunque...
Nel 1993,a Milano per il CHIBICART-Fiera del mio settore cartario,vidi la foto che poi diventerà un simbolo :un quadro-poster 50x70 -Lo acquistai subito,era alquanto voluminoso e scomodo,ma l'ho portato a casa,tornando in Sicilia.Più che una foto era una bandiera,e l'ho custodito con la stessa cura e rispetto.
Ha tenuto compagnia ai miei ragazzi,per tantissimi anni,nella loro stanza.Poi le cose cambiano,la stanza è vuota,e la foto-bandiera non doveva restare sola...
Oggi ne ho fatto dono ad una biblioteca di quartiere,presenza e ricordo per altri ragazzi.

sabato 16 maggio 2015

LA MEMORIA E GLI ANNIVERSARI


16 MAGGIO 1955-16 MAGGIO 2015
Sono sessanta anni, oggi, dalla uccisione del sindacalista siciliano Salvatore Carnevale.
Abbiamo ricordato qualche giorno fa l'uccisione di Peppino Impastato.
E il primo maggio,ancora un anniversario di morti:la strage di Portella della Ginestra.
Solo in questo mese di maggio....
La Sicilia,terra di profondi contrasti e contraddizioni,ha bisogno di martiri anche per le conquista di diritti elementari:diritti del lavoro,diritto alla legalità,alla giustizia.Ma è una tela di Penelope...uomini di coraggio ma soli,tentano di costruire l'ordito della storia con la trama delle loro parole,delle loro ribellioni,del loro sangue.Qualche passo in avanti,ma poi altre forze, remando al contrario,disfano l'esile tela appena creata.
Certo di cambiamenti ce ne sono,ma spesso gattopardeschi,manca un comune sentire,una comune volontà di cambiamento reale,siamo bizantineggianti nei ragionamenti,troppi 'distinguo'quando è il momento di decidere,troppo individualismo per accettare condivisioni difficili.
Sono solo una osservatrice,non ho verità storiche o di costume,ed esprimo solo mie impressioni personali,considerazioni amare e disincantate.


Salvatore Carnevale-dal web
Sulla uccisione di Salvatore Carnevale alcuni versi scritti da Ignazio Buttitta,poeta e cantastorie siciliano.
Ancilu era e nun avia ali
nun era santu e miraculi facìa,
'n cielu acchianava senza cordi e scali
e senza appidamenti nni scinnia;
era l'amuri lu so' capitali
e 'sta ricchizza a tutti la spartìa:
Turiddu Carnivali nnuminatu
ca comu Cristu nni muriu ammazzatu. 

Di nicu lu patruzzu nun canuscìu,
appi la matri svinturata a latu
cumpagna a lu duluri
e a lu piniu.
ed a lu pani nivuru scuttatu
Cristu di 'n cielu lu binidicìu,
ci dissi: "Figghiu, tu mori ammazzatu;
a Sciara li patruna, armi addannati,
ammazzanu a cu voli libirtati".

Per i non siciliani

Angelo era e non aveva ali
non era santo e miracoli faceva,
saliva in cielo senza corde e scale
e senza sostenersi ne scendeva;
era l'amore il suo capitale,
questa ricchezza con tutti la spartiva:
Turiddu Carnevale nominato
che come Cristo morì ammazzato.

Da piccolo il padre non conobbe,
ebbe la madre sventurata al fianco
compagna nel dolore
e nelle pene.
del pane nero a fatica sudato
Cristo benedicendolo
gli disse: "Tu, figlio mio, morirai ammazzato;
i padroni di Sciara, quei dannati,
ammazzano chi vuole libertà."
La poesia è molto lunga e articolata.

Anche in questo caso ,i versi strazianti per il dolore della madre,mi ricordano le parole della madre di Pappino Impastato.


Francesca Seria,la madre.dal web

Per chi volesse leggere la poesia completa,con versione in italiano e
una interpretazione raccontata e cantata dal cantastorie Ciccio Busacca:
Canzoni contro la guerra:Lamentu pi la morti di Turiddu Carnevale





sabato 25 aprile 2015

IL MIO 25 APRILE




foto dal web
Non amo le celebrazioni e le commemorazioni,in genere.Spesso sono scontate,retoriche,tante parole e poco approfondimento.
Ma oggi è diverso,come non ricordare quel 25 aprile di 70 anni fa?
Posso dire C'ERO ANCH'IO ma con troppo pochi anni per avere ricordi precisi.I ricordi li ho costruiti,anno dopo anno,e continuo a farlo,perché c'è sempre da imparare,approfondire, ricordare e passare il testimone a chi viene dopo.
Così,partecipando ad un evento,in Calabria,dove mi sono spostata per qualche giorno,
ho avuto la possibilità di ascoltare dal partigiano Fieramosca,all'anagrafe Aldo Chiantella classe 1925,storie e testimonianze che oggi sembrano inverosimili.In videoconferenza,abbiamo ascoltato altre testimonianze dalla staffetta Anna Condò.Due calabresi,allora emigrati a Milano e Genova,oggi ancora qui,a testimoniare.
Piccole cose,certo,ma i fatti raccontati dal vivo,sono ormai rari,per ovvie ragioni di età.Per questo sono ancora più preziosi :sono la memoria da custodire.
Il termine custodire o conservare,non mi piace molto,sa di museo,di antico,mentre per rendere viva la memoria serve conoscere,capire quanto è successo capirne i perché.
La memoria dev'essere voglia di partecipazione,necessità di scegliere,ogni giorno da che parte stare.
Non serve una guerra con un nemico da combattere,viviamo quotidianamente situazioni per le quali è necessario scegliere schierarsi,decidere.La Storia,le storie che in questi giorni sentiamo,le testimonianze scritte devono aiutarci.Così la memoria dei nonni,dei padri,resta qualcosa di vivo,attuale,ci aiuta ad analizzare fatti e avvenimenti dei nostri giorni.
Che non restino inutili la morte,il sacrificio,la sofferenza di tanti donne uomini,bambini,che si sono sacrificati per ridarci il piacere della LIBERTA'

domenica 29 marzo 2015

NON VEDO ANCORA LA PRIMAVERA,MA OGGI E' LA DOMENICA DELLE PALME

Di primavera non se ne parla ancora,e neanche di mettere il naso fuori,per me:l'influenza va e viene con ricadute peggiori che all'inizio.
Mi scuso per la mia non presenza sui vostri blog,recupererò,spero.
Intanto siamo alla Domenica delle palme.
Parlerò di una secolare tradizione,ripresa in questi ultimi decenni,nel piccolo comune di Bova.
E' un comune in provincia di Reggio Calabria,origine greca,inserito nell'area grecanica della provincia.E' fra i borghi più belli d'Italia e quest'anno insignito anche della bandiera arancione,assieme a Gerace,da parte del T.C.I.
Il paese di Bova-in grecanico Chora tu vua

Il rito delle Palme,o delle Pupazze,riferito alle figure femminili,ha origine pagane e si rifà al rito della primavera e alle Persefoni.
Tavoletta votiva-da Locri Epizefiri:

Diventa rito cristiano,con poche varianti dall'originale.
In paese si prepara il lavoro,assemblando stecche e bastoni di canne che costituiranno la struttura portante.

Un'idea della struttura interna del manichino

Si intrecciano poi le foglie di ulivo su stecchi di palma fino a coprire la struttura che prende forma,sotto le abili mani sapienti di donne e uomini.



Il manichino, una volta rivestito,verrà addobbato con nastri,frutta di stagione,primizie della terra,fiori.



Un tripudio di colori,vari formati,da piccolissimi da portare quasi un fascio di fiori fino a strutture molto più grandi,da spostare con cura.

Durante la messa avviene la benedizione di queste Palme particolari che, portate in processione fino alla piazza principale,cessano la loro breve vita:tutti i presenti preleveranno i rami intrecciati,gli addobbi,fino a quando resterà solo lo scheletro centrale.Nella tradizione popolare si pensa che porti bene conservare l'ulivo e le palme benedette in casa.
Molti contadini portano qualche rametto da appendere agli alberi della propria terra.

Buona domenica delle Palme,un momento di rinnovamento e di speranza.

giovedì 19 marzo 2015

UN ALTRO ANNO,UN ALTRO GIORNO..

Non volevo scriverne,non volevo parlarne,ma la telefonata dei ragazzi,mi piace considerarli ancora dei ragazzi,mi ha confuso le idee,ha mischiato,ancora una volta ricordi,nostalgie,sentimenti,riflessioni.

Sul post di un amico ho letto di una donna,avanti con gli anni,che "rammendava i ricordi".Bella immagine.
Cerco di farlo anch'io,alla mia maniera, ricostruendo un puzzle, incompleto, con piccoli ritagli di vita,ingenui biglietti e letterine di auguri,un biglietto di teatro,di una visita al museo,di un viaggio....

Piccole cose materiali che restano,quando la vita, che non ha scadenze prevedibili,lascia il posto al vuoto:un attimo basta.
Così c'è un prima fatto di semplici cose,di giorni sereni,alternati a giorni più scuri,di risate di pianto,di figli da far crescere,di figli che si ribellano,che cercano i loro spazi che fanno le loro scelte,anche se poi si decideva insieme.
E c'è un dopo,un dopo fatto di vuoti,di assordanti silenzi,di qualche preoccupazione,di paure,qualche volta.C'è un dopo,vissuto nell'attesa di telefonate,messaggi,collegamenti che
la moderna tecnologia ci regala,e che aiutano a dare ancora uno scopo ai giorni che verranno: perché la vita reclama comunque le sue priorità.
E mi piace immaginare cosa avrei regalato questa volta,per sorprenderti,cosa avrei scritto per rendere più stuzzicante la sorpresa....

domenica 8 marzo 2015

SOLO PER RICORDARE E CELEBRARE,SE MAI...

Donna:
portatrice di vita
possiedi la pazienza dell'attesa
per tessere la storia
incrociando le trame del tempo
con l'ordito degli uomini.
Donna:
Dea,Madonna,Vestale,
Castellana,Regina,Cenerentola,
sempre custode del fuoco
che dona la vita.
Donna:
Miti e leggende cuciti addosso
per spiegare l'inesprimibile,
per giustificare la tua grandezza.
Sei Scilla,quando il dolore si fa pietra
e le tue grandi ali di sabbia
proteggono i tuoi figli mai nati,
ora piccoli scogli .
Sei Leda ,Galatea,Sirena,
per rendere eterno l'amore.
E,semplicemente Donna,
sei sposa,madre,sorella,amica.
Hai mille mani per fare tutto
hai mille vite ,da dare agli altri
e giorni lunghi di mille ore.

Ma solo un giorno per ricordare
con fiori gialli,il colore del sole,
le tue sorelle,rimaste per strada
la lunga strada della libertà.